
Sid Vicious - Sex Pistols
I libri di storia si limiteranno probabilmente a ricordare il 1979 come l’anno della deposizione di Pol Pot, dello SME, del trattato SALT II, della Rivoluzione Islamica e dell’invasione dell’Afghanistan. Ovviamente il 1979 non è solo questo. Nella notte tra l’1 e il 2 Febbraio, mentre a Teheran una folla immensa festeggiava il rientro dell’ayatollah Khomeini, a New York un ragazzo di poco più di 20 anni facendosi l’ennesima dose di eroina metteva definitivamente fine alla sua vita e alla stagione del Punk Rock Britannico. La rivoluzione Punk del ’77 si era di fatto esaurita nel giro di tre anni non prima di aver segnato in modo indelebile la storia del Rock.
“Alle soglie del 1980, molte cose erano cambiate: i Sex Pistols si erano sciolti, Sid Vicious era morto, il punk inglese aveva conquistato gli States. I Clash, che pur erano rimasti i portabandiera di quel movimento, cominciarono a mutare fisionomia: dismessi gli abiti da “city rockers” e lasciata alle spalle una certa dose di ingenuità, i quattro cominciarono non soltanto a guardare al futuro ma, per la prima volta, tentarono anche di far i conti con quel passato che il punk aveva spesso rinnegato. La rivoluzione del ’77 si era esaurita precocemente perché non aveva saputo costruire o, meglio, non era stata in grado di ricostruire dopo aver distrutto; i Clash invece, intraprendendo una strada personale, ci riuscirono: attraverso un recupero del passato, cercarono dei valori per motivare il presente, per poterli proiettare nel futuro.” (F.P. Ferrotti)
Il 14 Dicembre 1979 mentre i carri armati sovietici cominciavano ad avanzare verso Kabul usciva in Gran Bretagna “London Calling” che fu per i Clash l’album della consacrazione.
“L’uscita di “London Calling” fu un vero spartiacque: sancì la fine gli anni 70, ma anche la fine di una stagione musicale. Un’intera generazione di giovani, all’indomani della sua uscita, percepì, forse già con un pizzico di nostalgia, il definitivo tramonto del movimento punk “storico”, ossia di quello che, in buona parte, si era identificato con la storia dei gruppi inglesi che l’avevano alimentato e supportato” (F.P. Ferrotti)
“London Calling” è proiettato nel futuro perché guarda anche al passato e perché è un mix perfettamente riuscito dei più diversi generi e gusti musicali. Non serve neppure ascoltarlo, basta osservare la copertina che non per nulla è diventata un’icona rock. La cover stessa guarda al passato: è una citazione molto esplicita ad Elvis e in particolare al suo disco d’esordio. I caratteri e i colori sono identici. Entrambe le fotografie sono in bianco e nero, entrambe sono state scattate durante un’esibizione dal vivo e in entrambe c’è una chitarra: Elvis la suona, i Clash la distruggono.
 Elvis Presley - 31 Luglio 1955 - Fort Homer Hesterly Armory - Tampa, Florida |
 Il bassista dei Clash, Paul Simonon - Palladium - New York. |
Per approfondire:
Pietre miliari di OndaRock – London Calling
Wiki: The Clash – London Calling - Sex Pistols – Elvis Presley – Sid Vicious